LA VIGILIA DI NATALE
Seduta, con il capo di tre quarti lievemente reclinato e diviso alla sommità da un ciuffo la ragazza guardava gli stivali rosa in plastica della sua bambina. Il suo sguardo vuoto era come quello di una bambola a cui hanno cavato gli occhi.
La bimba muoveva irrequieta sulla seduta di uno dei tanti autobus diretti in centro la vigilia di Natale. Guardando fuori tracciava sui vetri segni fantastici da sovrapporre al grigiore della città. Quando appariva un albero ne rincorreva i tratti con velocità e precisione ridendo, poi si toccava gli stivali rosa come il chewingum e si portava le mani alla bocca.
“ Guarda di fare la brava, altrimenti mamma poi lo va a dire a Papà e Papà sgridare bimba…”
Gli occhi cangianti dell’infanzia scrutano la giovane madre in cerca di un po’ di complicità e si posano fondi nello sguardo materno….entrando lentamente sino a scendere in fondo al cuore.
La madre si illumina. Sorride. Il suo sguardo s’accende di vita, s’accende d’amore nella vigilia di Natale.
P.S. Quando a lezione ho raccontato che dobbiamo imparare a guardare in ogni momento della nostra giornata, intendevo questo. Non è un racconto inventato,io ero lì sul 17 di fronte a questa scena in quelle sedute a 4. Ho osservato la scena,inteso la storia e concluso il mio piccolo film di pochi minuti. Quando fotografo, procedo nello stesso modo, racconto una storia…. e lo faccio con le immagini….qui ho descritto cosa ho “fotografato con gli occhi” la vigilia di Natale.