Arte e Macelleria

Posted on Monday, February 11th, 2008 at 17:19 by thecoach
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Se volete firmate, ridicolo che in nome dell’arte si uccidano animali

http://www.petitiononline.com/13031953/

ARTISTA DOVE SEI?

Un artista crea quando sente di doverlo fare. Non ho mai avuto dubbi o incertezze sul quando, sul come e sul dove. Quando l’ispirazione arriva, lasci tutto e ti metti al suo servizio. Potrei dire che divieni uno strumento nelle sue mani. Lasci che così sia. Fare Arte è un’altra cosa. E’ essere in ascolto, sempre pronti. Fare Arte è qualcosa difficile da programmare. Oggi più che dell’Arte si fa della Comunicazione Visiva, della pubblicità. I modi del mercato, le pianificazioni espositive a calendario stravolgono l’essenza di quest’energia. Certo oggi le modalità sono differenti rispetto ad un tempo, ma troppe son le boutade, le trovate e gli espedienti. Queste sono, permettetemi la franchezza, delle stronzate che non resteranno, che fanno girare un sacco di denaro e danno lavoro a persone che altrimenti non saprebbero cosa fare nella vita salvo restare nell’ombra, nell’anonimato,condizione che la società attuale aborre.

Ciò che dovrebbe essere in evidenza è l’opera…oggi ciò che è in mostra è l’artista e il potere economico che il suo nome o sigla rappresenta e il circo delle trovate!!! Negli anni 70 Hermann Nitsch faceva cose del genere generando scandalo…..oggi ha ancora senso? MEDIA_EVIL??? Una sua recente cosa…..in genere usa sangue animale…..

4 Comments

  1. silentman

    Chi si emoziona davanti a un nudo artefatto e preconfezionato per il gusto comune appiattito dalla tivvù, non può che definire Arte una chiappa della velina mora. Altri che si emozionano davanti agli spettacoli della natura possono rimanere senza fiato e versare pure qualche lacrima davanti a un tramonto. Altri davanti a un vino pregiato o a un piatto particolarmente ben riuscito.

    È tutto troppo aleatorio… Cosa ci fa capire quando stiamo facendo dell’arte (anche se di bassa lega)? Le emozioni che si suscitano nell’osservatore? Credo, purtroppo, che queste siano troppo soggettive.

    My 2 cents,
    F.

  2. Nipo

    Ciao,
    scusate se mi intrometto…ma osservo spesso questo blog! :)

    Sono d’accordo con ciò che ha postato Alberto.
    L’Arte è qualcosa che nasce da dentro, dalle emozioni e spesso il prodotto che si ottiene è proprio la trasposizione delle sensazioni, attraverso qualunque mezzo. È per questo che credo sia sempre azzardato giudicare attraverso parametri standard…si dovrebbe quantomeno ‘capire’ e contestualizzare ciò che si osserva…e non limitarsi al semplice giudizio estetico.
    L’ispirazione esiste, eccome!!…la tecnica aiuta a metterla in pratica – forse – ma creare qualcosa che si possa chiamare ” opera d’arte” credo sia difficile da definire…o meglio da collocare.Di sicuro credo che qualsiasi cosa faccia un artista sia qualcosa di troppo personale per essere “svenduta” e interpretata in modo convenzionale.
    Per campare a questo mondo ci si deve adattare, pur mantenendo il proprio stile…ma quando si produce qualcosa di “intimo” è lì che l’artista mette se stesso e riversa la propria voglia di comunicare.

  3. The2D

    Ora…. non che io me ne intenda, anzi… ma credo che tu abbia detto una cosa essenziale:

    “Fare Arte è qualcosa difficile da programmare.”

    Tutto il resto, che spesso si basa su preventivi studi psicologici fatti a tavolino in modo da portare l’ascoltatore o il consumatore (nel senso proprio del termine) ad ottenere un risultato piuttosto che un altro, si puo’ sempre catalogare come tale?
    Non e’ piuttosto una sorta di induzione e di violenza?

  4. laura

    ridicolo e agghiacciante
    che ci si metta lui, l’”Artista” a subire quel che subisce quel cane se proprio vuole dirci qualcosa di così importante, così di denuncia di così “concettuale”
    e mi fanno quasi più schifo tutti quelli che invece di “sottrarre l’opera” stanno lì a guardarla
    grazie per aver messo questa cosa quì
    scusatemi ma io quando si tratta di animali e natura in generale mi incazzo e mi incazzo ancora di più se ci mettono dentro la parola arte, parola che usano senza sapere il suo vero significato.
    io non pretendo di saperlo ma a me succede che
    quando crei crei, mica ti metti d’accordo prima, t’arriva una botta in testa e comincia a friggerti qualcosa, sei te che friggi ma è anche qualcosa d’altro, e lo devi fare e basta, e quando lo hai fatto sei felice da morire e non te ne frega niente di essere chissà chi o chissà cosa, ti frega di condividere questa felicità con gli altri
    la gente viene usata come i topi di laboratorio, la educano a “questo è bello” “questo è brutto”, le inducono tutta una serie di bisogni che non esistono, tipo ho scoperto che se compri un cellulare non so di che marca, se ne compri due il secondo lo paghi la metà, che cosa me ne faccio di due cellulari?
    qualcuno mi spiega?
    e qualcuno mi spiega anche perchè se io voglio vedere uno spettacolo di danza devo spendere 19 euro, se voglio andare a sentire il jazz ne devo spendere 20
    e allora la cultura diventa una cosa elitaria, devi scegliere, questo ce la faccio, quest’altro no per questo mese
    ma la televisione (che io non possiedo ormai da anni) è “gratis” e leggere fa male al cervello
    stanno rincoglionendo la gente e questa è violenza



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