MISE EN SCENE per IL CORSO AVANZATO

Foto: © Marina Rossi
Come di consueto, temendo la noia, ho iniziato una double session per l’Avanzato dove abbiamo ricostruito in interni (Palazzo Doria) Sabato una mise en scene in costume che ha visto le splendide Viola Vicini e Francesca Abdel affiancate da Massimo Ferrando in doppia veste di Monaco e d’allievo,esilerante vedere un frate sdraiato che fotografava….ma che dire…dopo aver letto di che è stato capace T.Merton…un frate fà questo ed altro!!!
L’esercitazione particolarmente difficile ha messo alla prova gli allievi, il mio sistema nervoso e fatto guadagnare i proprietari del Parcheggio di Piccapietra!!!
Viola e Francesca sono state molto brave, un ringraziamento particolare a Silvia la loro maestra e mia carissima amica, che ha creato questa connection che darà molti frutti. Quando vedo soggetti capaci, come hanno dimostrato d’essere, li arruolo ad libitum!
Incapace di resistere a tentazioni di sano esibizionismo demenziale ho interpretato la testa del decapitato in grembo a Viola…come da foto di Marina Rossi.
Qualcuno ha fotografato per caso il passo di Tango improvvisato con Viola? Dovete sapere che io NON BALLO DA SEMPRE….ho avuto l’intuizione di mimare il principio del tango e Viola capendo al volo da un mio sguardo le intenzioni ha accolto la mia “figura”.
Sabato sera ero fuso ma felice…seconda puntata l’8 Marzo.
colgo l’occasione x ringraziare le splendide (e aggiungo, se mi è consentito, dolcissimeeeeeeee) Francesca e Viola.
February 25th, 2008 at 22:04Colgo altresì l’occasione x dimostrare il mio gradimento all’esercitazione e alla scelta di luogo,costumi,ambientazione,etc.
Non è stato x niente facile tirar fuori qualche scatto decente in mezzo a una dozzina di paparazzi indemoniati rinchiusi in un metro quadro, ma è stata un’esperienza sicuramente positiva x appredere qualcosa di nuovo, sfidare la propria macchina fotografica e provare a tirarne fuori qualcosa di valido.
In genere, per fare una foto di cui possa esser soddisfatto, ho bisogno di tempi e spazi ben differenti di quelli di sabato scorso, e ammetto non sia stato facile lavorare in quel corridoio che sembrava il Greenwich Village delle notti degli anni sessanta, ma è stata comunque un’esperienza utile e positiva.