Albert Hofmann

Posted on Thursday, May 1st, 2008 at 12:40 by thecoach
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Basilea, 30 apr. (Adnkronos/Ign) - Il celebre chimico svizzero Albert Hofmann, meglio conosciuto come il ”padre dell’LSD”, si è spento ieri mattina all’età di 102 anni nella sua casa di Burg, vicino a Basilea, per un attacco cardiaco. La notizia è stata confermata oggi all’agenzia Ats dalla segrataria comunale del piccolo villaggio del Leimental.

Nato a Baden l’11 gennaio 1906, ricercatore nei laboratori del gruppo farmaceutico Sandoz dal 1929 al 1971, Hofmann fu il primo a sottoporsi alla prova della droga allucinogena, incorrendo durante gli esperimenti in varie overdose dalle quali uscì indenne e senza alcun danno alla sua materia grigia. Fu nel 1943 che il chimico scoprì gli effetti allucinogeni dell’LSD, l’acido lisergico. L’LSD è stata la droga che ha cambiato la cultura americana degli anni ‘60 e ‘70, usata dagli autori della Beat Generation e dai musicisti della scena rock. Nel 1967 viene messa al bando.

Il 16 aprile 1943 è la data del primo ‘trip da acido’ del chimico, che dunque non fu solo lo scopritore ma anche il ‘tester’ della droga allucinogena: mentre manipolava LSD, una goccia cadde sulla sua mano provocandogli strane sensazioni e visioni. Tre giorni dopo, lo studioso provò di nuovo il composto e verificò gli stessi effetti. Albert Hofmann era ben lungi dall’immaginare che negli anni a venire la sua scoperta sarebbe stata glorificata da migliaia di persone. Il chimico prevedeva soprattutto un utilizzo in psichiatria e neurologia.

Nel 1963 terminò il brevetto di fabbricazione dell’LSD e fu quindi possibile produrlo. La sostanza però venne inclusa nella lista degli stupefacenti vietati negli Stati Uniti solo nel 1967, anno in cui la Sandoz cessò la produzione. Il consumo per ragioni mediche non si è interrotto per questo, ma è diventato marginale. Altre terapie e sostanze più efficaci hanno sostituito oggi l’LSD.

Nell’ottobre del 2007 Albert Hofmann è stato inserito nella classifica dei 100 ‘geni viventi’, in prima posizione al fianco di Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web. La classifica è stata realizzata dal ‘Daily Telegraph’ che ha chiesto a sei noti esperti di creatività e innovazione di stilare l’elenco dei 100 geni viventi, dove figurano ai primi posti il finanziere americano George Soros, il leader sudafricano anti-apartheid Nelson Mandela, il biochimico inglese Frederick Sanger, lo scrittore e attore Dario Fo, lo scienziato inglese Steven Hawking, l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer e il compositore americano Philip Glass.

ALFABETI DI LUCE

Posted on Thursday, May 1st, 2008 at 12:08 by thecoach
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Apprendere divertendosi a trovare soluzioni per la propria creatività è uno degli obiettivi che mi prefiggo nella didattica. Da due mesi oramai mentre insegnavo “il ritratto in fotografia” in Accademia cercavo di mettere a punto una nuova esercitazione per il corso “intermedio” ovvero  il base che scopre l’età della pubertà. L’adolescenza è un età di contraddizioni, un’ età inquieta, nella quale si vuol essere già grandi con dei tratti fanciulli. Immaginandomi il corso che conduco come “uno spirito adolescente” ho pensato a me a sedici anni quando mi nutrivo di psichedelia in musica e lavoravo  con speme per  l’espansione della mia  coscienza, navigando in mondi ri-creati o propri dell’alterità, inseguendo le chimere e la dilatazione del campo percettivo.
Quando ero uno studente ricordo pomeriggi fatti di biacca e colori vari, dripping fatti a Quarto con lo stesso patos di chi sogna l’ America dell’espressionismo astratto tra Sam Francis e i monocromi di Mark Rothko . Ieri ho rivissuto, quel sogno, seduto per terra assieme a due miei allievi che anagraficamente potrebbero essere miei figli mentre preparavamo un’esercitazione al buio dove il corpo si sarebbe fatto “alfabeto luminoso”. Colori fluorescenti e  Christian Masuero ai pennelli che creava un abito di luce a metà tra certe pitture africane sul corpo, Kriminal della coppia Magnus e Bunker con l’aggiunta di una spolverata di Tron e Blade Runner. Michela Ruisi, lasciava che la sua pelle divenisse una sorta di tela dinamica che di lì a poco avrebbe “mosso” con professionalità ed energia in contrasto con l’esile figura per oltre sei ore filate.
Avevo preparato una scelta musicale idonea per accompagnare nella totale oscurità, rischiarata solo da una luce di Wood, l’esercitazione, dividendo la classe in tre gruppi.
E’ stato magico vedere tante sagome nell’oscurità provare i limiti dei loro sensori, sperimentare l’importanza del cavalletto, lavorare con pellicole a 3200 e 1600 asa accompagnati da una scaletta che avevo approntato il giorno prima:

Agnus Dei    3:04    Popol Vuh
The Grand Vizer’s Garden: Party Part I (Entrance)    1:00    Pink Floyd
The Grand Vizer’s Garden: Party Part II (Entertainment)    7:06    Pink Floyd
The Grand Vizer’s Garden: Party Part III (Exit)    0:39    Pink Floyd
Weeping Wall    3:28    David Bowie
Percolations PT 1&2    10:00    Gong
Totem    6:30    Klaus Schulze
Svefn-G-Englar    10:03    Sigur Rós
Satellite of love    4:11    Milla Jovovic
Mysterious Semblance At The Strand Of Nightmares    9:55    Tangerine Dream
Autumn Breeze    4:36    Terje Rypdal
Art Decade    3:47    David Bowie
Wandering On The Milky Way    1:50    Jean-Luc Ponty
Little Bell    1:39    Terje Rypdal
Brilliant Adventure    1:54    David Bowie
Freeze    6:43    Klaus Schulze
Sense of Doubt    3:57    David Bowie
Moss Garden    5:05    David Bowie
Warszawa    6:22    David Bowie
Engel Der Luft    2:40    Popol Vuh
In Den Gärten Pharaos    17:37    Popol Vuh
Sequent C’    2:19    Tangerine Dream

Sono rientrato a casa stravolto e felice, dopo oltre 11 ore di insegnamenti vari, la camicia macchiata di colore e la soddisfazione di chi ha visto nei volti degli allievi l’iniziale perplessità che trasfigurava in una sana avventura multisensoriale, sapendo di essere riuscito a creare un  “piccolo viaggio dell’occhio per la mente” lontani dalle  noie, e dalle miserie che il quotidiano dispensa a tutti, compreso il sottoscritto.

Desidero ringraziare tutti gli allievi che ancora una volta mi hanno “seguito” in un avventura che sulla carta non avevo ancora “testato” , con un tributo d’affetto ulteriore per Christian e Michela che per assecondarmi hanno “creativamente faticato ben due giorni” e  saltato lezione di inglese in Accademia,lezione che ho provveduto prontamente a giustificare..in quel momento, solo in quell’istante mi sono accorto d’essere “il professore” e non solo uno di quei trenta pazzi che si stavano divertendo nell’oscurità con strisce di luce colorata.
Qui sta il segreto del mio fare lezione….A LOT OF CRAZY  FUN!!!